Patronato ACLI: il nostro impegno per te non cambia

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“Chiediamo fiducia, diamo certezze” questo lo slogan che il Patronato ACLI Nazionale ha scelto per accompagnare i cittadini nella presentazione del rinnovo organizzativo dei nostri sportelli su tutto il territorio nazionale.

Appena nacquero le ACLI, nel 1945, si attrezzarono per costruire un Patronato che sostenesse i lavoratori e i cittadini nella difesa dei propri diritti. Nel tempo questo servizio si è sviluppato, professionalizzato e ha visto allargare costantemente lo spettro delle pratiche offerte: in particolare il Patronato ACLI si è sempre distinto per non avere mai negato l’assistenza a quanti si sono rivolti ad esso, anche quando il servizio offerto non era in alcun modo remunerato.
Solo in questo ultimo anno il Patronato ACLI a livello nazionale ha ottenuto 2.287.012 prestazioni sociali, ha offerto 404.911 consulenze personalizzate su estratti contributivi e pensioni, e ha ottenuto 262.013 prestazioni socio-assistenziali in materia di invalidità civile. Sono solo 3 dei nostri tanti numeri.
Il Patronato ACLI di Milano, Monza e Brianza produce più del 10% delle pratiche nazionali ed è il primo Patronato della Città Metropolitana, scelto da un terzo dei cittadini che si rivolgono ad un Patronato.

Il Patronato ACLI si è sempre sostenuto grazie al volontariato, alla professionalità degli operatori e al Fondo Patronati costituito con le trattenute in busta paga dei lavoratori dipendenti. Ma in questi anni il Fondo Patronati ha subito tagli per 50 milioni di € e ha pagato il dovuto ai Patronati con oltre 1.000 giorni di ritardo. Con 50 milioni di € di tagli all’anno, la chiara volontà politica è quella di tagliare questi servizi sociali di pubblica utilità e lasciare il cittadino da solo.
In questi anni infatti la burocrazia statale ha pensato di alleggerire i propri costi, chiudendo diversi sportelli e lasciando i cittadini a dover provvedere da soli al disbrigo di diverse pratiche, passando ad una completa gestione telematica delle pratiche previdenziali ed assistenziali.

Chi ha visto il recente film di Ken Loach “Io, Daniel Blake” vincitore della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes, sa bene cosa sarebbe potuto succedere anche nel nostro Paese senza la presenza di un Patronato come quello delle ACLI.

Oggi però, per poter continuare a sostenere il 70% del lavoro offerto agli utenti in gratuità dal Patronato ACLI, per garantire i numeri di pratiche aperte e la capillarità, si sono dovute mettere in campo soluzioni innovative.

In diverse parti d’Italia il Patronato ACLI ha dovuto operare scelte difficili, quali la messa in solidarietà di più di 100 operatori e responsabili. D’altra parte un’impresa sociale che genera il 30% dei propri “prodotti” senza poter incassare un euro per essi, non può pensare di avere un futuro.

Si è inoltre messo mano ad un radicale taglio dei costi fissi al netto del personale, ponendosi come obiettivo la riduzione del 20% in due anni di questa voce di spesa.

Si è poi pensato di accettare, da pionieri quali siamo, una sfida resa possibile da una recente legge dello Stato: quella di chiedere un piccolo contributo per alcuni dei nostri servizi, per cui lo Stato non ci riconosce remunerazione, pari circa al 30% dei servizi che offriamo.

Dal 1 marzo 2017 chiederemo quindi alle persone che si rivolgono a noi un contributo, che non è pari al costo del servizio, ma una partecipazione ai costi che ci permette di non lasciare il cittadino da solo di fronte alla burocrazia. Una sorta di “ticket sociale”.

Il contributo che chiediamo è un costo trasparente, non è un costo nascosto come la trattenuta sindacale sulla busta paga o sulla pensione: è un contributo stabilito dalla legge, attraverso una convenzione con il Ministero del Lavoro.

Ma la vera novità e la vera sfida sarà un’altra: abbiamo deciso di reimpostare da oggi la nostra organizzazione per venire ancora più incontro alle esigenze delle persone che si rivolgono a noi, offrendo a tutti la possibilità di fissare un appuntamento, uno spazio di relazione esclusiva tra il Patronato e il cittadino.

E’ quindi possibile prenotare i servizi nelle nostre sedi di Patronato scrivendo a appuntamenti.mi@patronato.acli.it, telefonando allo 02.77.28.235 dalle 8.30 alle 16.30 oppure recandosi in uno dei nostri sportelli di zona.

In questo modo intendiamo eliminare le code fuori dai nostri sportelli, che non sono un biglietto da visita decoroso per un’organizzazione che lavora su alti standard di qualità come il Patronato ACLI Milano, Monza e Brianza.

In allegato a questo comunicazione trovate un manifesto da esporre nelle Sedi di Zona, nei circoli e nei recapiti, che ben illustrerà quali saranno le pratiche a contributo e quali resteranno ancora gratuite (la maggior parte).

Vi chiediamo di curare come sempre la comunicazione verso i nostri utenti e l’accoglienza nei loro confronti: solo così vinceremo insieme questa importante sfida che consentirà agli utenti di continuare ad usufruire di un sicuro punto di riferimento e a noi di offrire il nostro servizio con maggiore tranquillità, professionalità e accoglienza.

Il Presidente Patronato ACLI Milano, Monza e Brianza
Paolo Ricotti

Il Presidente ACLI Milanesi, le ACLI di Milano, Monza e Brianza
Paolo Petracca

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