Covid 19 dall’emergenza sanitaria alla quarantena: il racconto di un’esperienza…

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Lo abbiamo chiesto al referente della “Tavola Condivisa”, Giuliano Stramazzo.

Come avete vissuto questo lungo periodo, da una situazione di emergenza ad una vera e propria quarantena?
Noi stavamo continuando il nostro servizio consistente nella somministrazione dei pasti caldi, quando ci è arrivata la comunicazione del Comune che ordinava la chiusura di tutti i servizi che comportavano un assembramento di persone, tra cui anche il nostro. Questo ci ha portato a ripensare ad un modo diverso di continuare a non interrompere il nostro servizio: non avremmo più servito e condiviso con i più poveri un pasto caldo alla mensa, ma avremmo distribuito dei generi di prima necessità. Abbiamo stabilito alcuni giorni della settimana, il lunedì,il mercoledì e il venerdì, dove aspettavamo in alcuni orari le persone, che avevano intenzione di non rinunciare al servizio; in quaranta si sono presentate a ritirare il sacchetto con il cibo. Poi però quando dall’emergenza siamo passati ad un peggioramento della situazione sanitaria, abbiamo dovuto ripensare ad un nuovo e diverso modo di non perdere il contatto con chi si trovava da sempre in povertà o con chi si era trovato ad affrontare la situazione imprevista ed improvvisa che lo aveva portato ad avere bisogno di un aiuto. Così insieme al Comune e con la Caritas cittadina abbiamo pensato di riorganizzare il tutto: abbiamo preparato un pacco di generi alimentari che poi venivano portati a domicilio da numerosi giovani limbiatesi che si sono resi disponibili. Siamo passati nell’arco di due mesi, da metà marzo a metà maggio, da 40 persone a 90 famiglie che ogni settimana abbiamo servito. Ora da giugno che siamo usciti dal periodo di “lockdown”per il fatto che è aperto il Centro Estivo, ci siamo trasferiti al Sagrato, abbiamo interrotto la consegna a domicilio, ma continuiamo quella dei pacchi viveri che diamo a circa 45 famiglie. Se devo riassumere in una frase: il servizio non si è mai interrotto, tutti i giorni tranne la domenica.

Qual è il bilancio della vostra esperienza durante questo periodo?
Personalmente cerco di interpretare il sentimento comune dei Limbiatesi e dico che tutta quanta la comunità, sia ecclesiale che civile si è mobilitata in modo davvero formidabile; ricordo altri esempi di generosità e di altruismo: dal semplice cittadino, agli abitanti del condominio, ai gruppi, alle associazioni, agli artigiani, ai commercianti…tutti hanno dato quello che hanno potuto, l’hanno fatto con “il cuore”. Da ultimo mi piace aggiungere che i giovani sono stati quelli che mi hanno sorpreso più di tutti: sono stati veramente eccezionali in tutto quello che gli è stato richiesto!

Ennio Luraschi
(l’articolo apparirà sul bollettino della Parrocchia S. Giorgio in Limbiate)

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